Oltre trenta milioni, 30,6 per l’esattezza, sono i lavoratori autonomi in Europa. Per loro, e per le politiche a loro dedicate, è stata messa sul piatto della prossima programmazione comunitaria la bellezza di 330 miliardi di euro (38,5 per l’Italia, +6% rispetto all’attuale programmazione), cifra alla quale si vanno ad aggiungere 1,2 miliardi di euro per la mobilità. Parliamo ancora di cifre che dovranno essere negoziate nel Parlamento Europeo nel percorso di definizione delle risorse comunitarie. Diciamo che sono le cifre ai nastri di partenza e che, per conoscere l’importo definitivo, dovremo aspettare ancora un po’ ma già possiamo cominciare a farci un’idea.
Le cifre, dunque, sono importanti. Spesso, però, davanti a queste notizie siamo incuriositi, interessati a saperne di più. Magari andiamo su internet, proviamo a scoprire qualche informazione aggiuntiva ma, alla fine, ne sappiamo quanto prima di esserci messi alla ricerca di maggiori informazioni. E, soprattutto, non sappiamo dove sbattere la testa.
Proviamo, allora, qui a delineare un percorso per cominciare a muovere pochi, semplici passi. Con una premessa: se sei alla ricerca di finanziamenti, di liquidità da far affluire nelle casse della tua impresa anche soltanto per far fronte a un ritardo nei pagamenti da parte dei tuoi clienti, l’Unione Europea ha alcuni strumenti che puoi senz’altro utilizzare ma che tratterò in un altro post. Niente a che fare con i programmi a cui mi riferisco qui e che sono stati pensati per aiutare la competitività e l’innovazione delle imprese degli Stati membri. Tutti programmi, questi ultimi, dedicati a chi aggiungerà proprie risorse alla sovvenzione riconosciuta dall’Europa, anche in termini di beni immobili, personale, ecc.: il “cofinanziamento“.
Con questa premessa, partiamo. Sei un piccolo imprenditore. Non hai idea del punto da dove cominciare e vuoi saperne di più …. che fai? La prima cosa che devi fare è questa: una verifica dei tuoi progetti, delle proposte finite in un cassetto per i più diversi motivi. Forse anche perché immaginavi che ci volessero molte risorse e non te la sei sentito di affrontare prima quell’investimento. Valuta, quindi, a quale bisogno riesce a dare soluzione la tua idea. Attenzione: questo è un punto spesso molto sottovalutato. Ed è un male perché il tuo progetto non deve soddisfare il tuo narcisismo, il tuo ego. Deve essere, al contrario, la risposta a un bisogno, a una necessità avvertita come tale. Pensa alle piccole o grandi invenzioni che hanno migliorato la nostra vita e che oggi ormai fanno parte delle nostre giornate tanto da non poterne fare a meno.
Un esempio? Oggi sarebbe impensabile una casa senza il telefono. Senza o con fili o cellulare, non potremmo ipotizzare le nostre giornate senza. Lo troviamo sul tavolo del ristorante, vediamo gruppi di giovanissimi (e non soltanto) con gli occhi incollati sul display persino mentre attraversano la strada. Eppure, prima che nel 1834 Antonio Meucci cominciasse a lavorare al suo progetto tra Firenze e Cuba, la comunicazione tra continenti viveva tempi difficili. E Meucci ebbe proprio il merito di rispondere a un bisogno: quello di comunicare con ci si trovava all’altro capo del mondo con la stessa facilità con cui si comunicava con i propri vicini. Ecco, l’invenzione deve rispondere a questo tipo di bisogno.
Poi dovrai fare un’analisi attenta dei prodotti o servizi offerti dal mercato e che sono simili a quello che hai in mente tu per poi descrivere dettagliatamente in cosa consiste il carattere differenziante del tuo progetto rispetto alla concorrenza (c’è sempre un prodotto o servizio concorrente. Affina il tuo sguardo per vederlo. Altrimenti, significa che il tuo prodotto o servizio non ha mercato e, quindi, non c’è business). Infine: quanti soldi occorrono per la realizzazione del tuo progetto? E, di questi, quanti ne puoi investire tu? Un consiglio: considera sempre tutte le spese che dovrai affrontare per rendere realizzabile la tua idea progettuale come investimenti, mai come costi.
Con tutti questi elementi ben chiari, ora puoi affrontare una consulenza per capire qual è il programma comunitario che più è adatto al tuo caso ottimizzando i tempi e per poter decidere di conseguenza.
Questi sono soltanto alcuni semplici passi ma non gli unici, naturalmente. Presto tornerò su questo argomento e ti darò altri elementi utili. Restiamo in contatto!
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