Sei alle prese con i pagamenti che sembrano essere sempre sul punto di irrompere dentro la tua cassa ma che, alla fine, non riesci mai ad afferrare. E, intanto, le uscite ti guardano implacabili dai fogli che il commercialista ti mette sotto il naso a due giorni dalla scadenza ignorando la più elementare delle regole di un’azienda che imporrebbe di pianificare almeno le spese prevedibili. Non è la prima volta che ti succede e pensi seriamente di chiedere un prestito in banca anche se, al solo pensiero, già ti vien voglia di fuggire in qualche posto lontano.
E non avresti tutti i torti… Devi chiedere un incontro con il direttore della banca, mettere in ordine tutta la documentazione che serve, portargliela ma, soprattutto, aspettare quella risposta che tarda sempre ad arrivare. E, di rinvio in rinvio, passano i giorni e sei costretto anche tu a rimandare progetti, pagamenti, assunzioni – magari necessarie per lo sviluppo della tua impresa – in un limbo che diventa sempre più inquietante.
Se non sei in preda a una crisi di panico, certamente hai una bella dose di ansia. Che si aggiunge a quella che già ti assale tutti i santi giorni davanti al tuo nemico, quello vero, contro cui devi combattere senza tregua. Un nemico che ha tanti volti e un solo nome: la burocrazia. Non quella, pure necessaria, che costituisce la benzina che manda avanti amministrazioni europee capaci di risolvere in pochi giorni problemi che in Italia si trascinano per anni. No. Quella fatta di tanti ostacoli che si frappongono fra te e il tuo lavoro di imprenditore. Lo so bene perché, oltre ad essermene occupata nel mio lavoro di giornalista, oggi vivo tutto questo sulla mia pelle dal momento stesso in cui ho deciso di fare della mia passione un’impresa.
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Ma torniamo a te che stai ancora pensando di andare in banca. Ti sembrerà strano ma non è l’unico modo per mettere soldi nella tua cassa. In questo post ti parlerò di due possibilità e approfondirò le altre in un post successivo. La prima la accenno soltanto perché richiederebbe, da sola, non soltanto un post ma un trattato a parte. Mi riferisco alle alleanze strategiche, alle joint venture che è come dire voler fare accordi con settori simili al tuo in modo da sostenervi a vicenda. In pratica, tu fornirai i servizi in cui sei forte e lui ti offrirà le competenze o i servizi/prodotti che a te mancano e che ti costerebbero fior di quattrini se dovessi acquistarli. Ma su questo, come detto, tornerò a breve con post dedicati. intanto, se hai voglia di approfondire, ti lascio qui il link a un interessante libro scritto su questo argomento da Adelina Mihaylova e pubblicato da poco.
Il secondo modo per dribblare il tuo direttore di banca ê quello di informarti sui finanziamenti europei. L’Unione Europea prevede alcuni strumenti di finanziamento dedicati alle Pmi. Questa volta ti voglio parlare dei prestiti della Bei (Banca Europea degli Investimenti). Tra le spese riconosciute come finanziabili grazie ai prestiti della Bei ci sono i progetti di ricerca e sviluppo, le spese per i nuovi impianti o per incrementare la capacità produttiva dell’impresa ma sono tassativamente esclusi gli investimenti puramente speculativi. Il finanziamento arriva fino al 50% della spesa complessiva prevista ed è rimborsabile fino a quattro o dodici anni. Se la cifra del prestito è superiore a 25 mila euro, la linea di credito è attivata mettendoti in contatto direttamente con la Bei, altrimenti dovrai contattare gli istituti bancari intermediari. Le condizioni, in entrambi i casi, sono diverse e più favorevoli rispetto a un ordinario prestito bancario.
Se, invece, vuoi proprio evitare il finanziamento e monetizzare le risorse che già hai, anche se non ne sei pienamente consapevole, … continua a seguirmi: a breve approfondirò proprio questo aspetto spiegandoti come valorizzare il tesoro nascosto che possiedi e che può rivelarsi una vera fortuna. Intanto, per avere informazioni dettagliate sulle condizioni praticate dalla Bei, si può andare qui.
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