Come non partecipare a un bando europeo. A meno che tu non sia nelle grazie del grande dio Watan

Eh sì, ci sono davvero alcune regole senza le quali è bene sapere che i bandi europei dovranno venire dopo, molto dopo. E qui, la differenza tra bando europeo e regionale è davvero minima.

Vediamo, intanto, una prima regola. E lo vediamo partendo dalla storia di Giacomo Lucchetto, nome di fantasia ma non troppo, che si è presentato con una proposta: trovare finanziamenti per l’editoria. Lui ha un libro, un bel libro, scritto con la passione di chi ama il proprio lavoro. Ed è convinto di avere tra le mani un prodotto “che spacca”. Con la solita domanda al seguito, domanda non nuova per me, diciamo la verità: “Il progetto è questo. Ci sono fondi, europei o regionali che siano?”.

Sappiamo che la domanda non è corretta ma tant’è, ormai ci abbiamo fatto l’abitudine …. Il punto a cui voglio arrivare, però, è un altro: qualcuno ha già avuto modo di sentir parlare di te? Hai già creato un posizionamento sul mercato? Stai puntando su quegli elementi che differenziano la tua idea, il tuo progetto, rispetto alla concorrenza? E non parlo soltanto dei contenuti del libro, come nel caso di Giacomo. Ma parlo del “personaggio Giacomo” che è tutto da costruire. Non che siano requisiti senza i quali la richiesta di Giacomo sarebbe cestinata. Diciamo che gli darebbero una bella marcia in più. Perché non usarla?

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Davanti a queste domande, Giacomo, 45 anni appena compiuti, professionista affermato nel suo campo (avrò modo di parlartene più diffusamente in seguito) ma solo ora affacciatosi sul mondo editoriale, resta spiazzato. “Personaggio…? Quale personaggio…?”.

Ora, il tuo progetto sarà pure unico in tutto l’universo, nato da un’idea geniale (e non sto scherzando) ma non puoi pensare di convincere commissari europei – e neppure la commissione regionale – che la tua idea ha tutte queste, e altre, qualità ricorrendo ai soli aggettivi. Ci vogliono le prove. E se la tua proposta progettuale arriva già anticipata da solide PR (in un altro post ti spiegherò meglio di cosa si tratta), da eventi ai quali sei chiamato a partecipare, se di te e della tua idea già si parla nelle televisioni locali o se ne occupano i giornali, insomma se il tuo posizionamento è già rilevante, potrai ben capire che ti trovi con più di metà del lavoro portato a termine.

Il fatto è che Giacomo non ci ha mi pensato né nessuno glielo ha mai detto. E per lui è naturale pensare che partecipare a un bando regionale – a proposito, sì, i fondi per l’editoria ci sono, dipende dalla programmazione delle singole regioni e, in più, c’è anche la possibilità di partecipare a sovvenzioni di fondazioni private – significhi compilare un format, buttare giù due cifre per il conto economico e poco più. E, allora, sì, Giacomo, si può fare anche così, gli ho detto. Anche perché sono ancora in molti a comportarsi in questo modo. Ma devi poi mettere in conto che la tua richiesta finisca tra le tante domande che saranno certamente presentate con la possibilità di vincere affidata alle danze votive al grande dio Watan. Senza contare che, se qualcuno degli altri candidati decide di studiare un po’ di strategie aziendali e brand positioning, tu finisci al tappeto senza troppi complimenti.

Cosa pensi abbia deciso Giacomo? Ci ha riflettuto un po’ e poi ha scelto di mettere mano a un percorso più lungo ma sicuramente con più possibilità di successo. Si farà affiancare per rafforzare il suo “personaggio” e, quando sarà pronto, candiderà il suo libro alla prima call disponibile. Non è stato facile ma ha vinto la scelta più ragionevole…

Alla prossima!

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