
Era l’estate dello scorso anno quando è stata data una notizia che ha scombussolato i sonni di tanti giocatori di poker incalliti. Tra di loro, lo stesso Chris Ferguson, pluricampione delle World Series of Poker, evento di poker più prestigioso al mondo in programma ogni anno a Las Vegas, e che proprio al Main Event della World Series of Poker 2000 ha vinto la non modica cifra di un milione e mezzo di dollari.
E perché la notizia della scorsa estate ha creato tanta inquietudine? A battere i più grandi pokeristi al mondo è stato… un computer, Pluribus, che ha gareggiato contro non uno ma ben cinque giocatori tra i più esperti al mondo. Ma c’è un dettaglio che dovrebbe incuriosirti: sai come è successo? E sì, con un clamoroso bluff che ha permesso al “cervellone” di essere del tutto imprevedibile e di arrivare a vincere fino a mille dollari l’ora. Non male, vero…? A sviluppare l’intelligenza artificiale c’è stato un team di esperti di Facebook e Carnegie Mellon University.
Piacerebbe anche a te riuscire nel bluff del secolo e aggiudicarti una cifra pari a sessanta giorni di vincite ininterrotte delle migliori performance di Pluribus ma senza pause pranzo e senza neppure chiudere un occhio? Vorresti superare il grande Daniel Negreanu, uno dei più grandi giocatori di poker al mondo, che al suo attivo vanta vincite per oltre 31 milioni di dollari? E contemporaneamente vedere il tuo direttore di banca schiumare dalla rabbia per non essere riuscito ad appiopparti il prestito che magari stai tuttora aspettando con ansia?
Lo so. Anche tu temi fortemente di essere tra quelle imprese costrette a chiudere per la crisi economica legata alla pandemia da Covid19. Che tu abbia qualche difficoltà soltanto ora, dopo due mesi di lockdown e un periodo di incertezza davanti, o che tu fossi già da prima con qualche problema, fa poca differenza ai fini di quello che sto per dirti. La sostanza è che l’unica soluzione a portata di mano che vedi – come molti altri imprenditori, del resto – è quella del solito, maledetto, prestito da chiedere in banca. E, magari, sei già passato all’azione.
Ma ti do una notizia: emulare il nostro Pluribus e portarti a casa il tuo gruzzolo è più facile di quanto ti possa sembrare… E anche meno rischioso!
E, infatti, hai un tesoro sotto le tue mani che ti ostini a rimandare indietro al mittente. Lo fai senza nemmeno rendertene conto. E sì, mi riferisco proprio alle sovvenzioni europee che, tra l’altro, sono per una parte importante a fondo perduto (quindi, senza dover restituire la cifra).
Ti voglio suggerire soltanto alcuni numeri: tra i fondi europei, per i soli programmi di ricerca, nel settennato 2014-2020 l’Europa ha stanziato 80 miliardi di euro. E sai all’Italia quanti ne sono finiti di quei soldi? Una media di poco più di settecento euro; per essere precisi, 738,00 euro per abitante contro i 2.512 euro del Portogallo o ai 3.353 euro ad abitante dell’Estonia. E magari tu sei lì che aspetti – con il cuore che batte come fossi al tuo primo appuntamento romantico – e fissi con inquietudini il telefono nella speranza che squilli e arrivi la risposta della tua banca sulla richiesta di un prestito. Un prestito che, certamente, ti darebbe pure una boccata d’ossigeno ma che, a breve, dovresti restituire con gli interessi…
E, invece, quelle di cui ti sto parlando sono tutte risorse messe a disposizione di aziende come la tua che investono in ricerca e innovazione, che lavorano nell’ambito delle nanotecnologie o della biomedicina, per citare soltanto alcuni ambiti. E che, se supportate da team con le giuste competenze, hanno certamente buone possibilità di farcela.
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