Come (non) diventare esperto di progetti europei in otto ore

Quanto è utile frequentare un corso di formazione in Europrogettazione? E serve davvero? Insomma, se frequento uno di questi corsi, poi sarò in grado di preparare da solo il mio progetto e candidarlo a un programma europeo? Erano queste le domande che giravano per la testa di Giacomo Lucchetto (ve lo ricordate?), gli frullavano in testa tutte insieme e poi si concentrava ora sull’una e ora sull’altra. E non lo lasciavano in pace un solo minuto. Ma non riusciva a darsi una risposta. E a venirne a capo. E noi cosa avremmo potuto fare se non dare una mano al nostro Giacomo e aiutarlo a prendere una decisione? L’abbiamo fatto e ora …  vogliamo condividere con voi gli argomenti usati per aiutarlo in modo da poter dare risposte anche a chi tra di voi è assalito dagli stessi dubbi. 

E no, non ce l’abbiamo con chi segue i corsi di formazione in Europrogettazione. Non ce l’abbiamo a priori, per partito preso. Pensiamo che possano anche essere utili quei corsi ma dipende dalle motivazioni che vi spingono a frequentarli. Se li cercate per saperne di più, per districarvi meglio tra i diversi aspetti di un tema già di per sé molto vasto, per conoscere questo o quel programma in modo più accurato, sicuramente non resterete delusi. A patto, naturalmente, di scegliere in modo attento corsi e docenti e di non decidere in modo avventato a favore del primo che vi capita sotto gli occhi. Molti di questi corsi offrono una buona formazione, per chi è a digiuno – o quasi – di tutto ciò che si muove nel panorama della programmazione comunitaria e costituiscono di certo un buon modo per approfondire l’argomento.

Tutt’altro discorso è, invece, se volete diventare europrogettisti di professione, se pensate che l’Europrogettazione sia il vostro lavoro o se avete intenzione di candidare una vostra idea progettuale a un bando comunitario. E se cercate un modo per diventare voi gli esperti che, dopo due mezze giornate di corso, potranno subito dopo lavorare, tagliando e incollando da improbabili modelli precostituiti, sulla vostra idea presentandola a una call europea. Il nostro “no” è categorico, sdegnato e di condanna senza appello per chi solo pensa di diffondere illusioni simili. 

Per capire meglio, ponetevi una domanda: vi verrebbe mai in mente di affidare la costruzione della vostra casa a un giovane che dicesse di aver frequentato un corso intensivo di due mezze giornate in Ingegneria? Credo proprio di no…. Così come difficilmente vi fidereste di qualcuno che dicesse di aver studiato Medicina in due pomeriggi a 400,00 euro o giù di lì. Insomma, come in tutte le professioni che si rispettano, anche nell’Europrogettazione l’acquisizione di competenze è un processo lungo e non privo di difficoltà e, forse anche per questo, appassionante. Pensare di saltare tutti i passaggi, non sembra una grande idea… Se pensate all’Europrogettazione come vostro lavoro, potrete sempre armarvi di pazienza e iscrivervi a un corso universitario: la durata varia dai sei mesi ai due anni (per un Master) e, almeno, avrete la garanzia della serietà di un percorso. Bandite dalla vostra mente l’idea di studiare in poche ore qualche nozione da applicare al vostro progetto per candidarlo a un bando: sarebbe un inutile spreco di tempo e soldi! 

Giacomo ha accettato il nostro consiglio e, alla fine della nostra chiacchierata, ha deciso di chiederci una consulenza su un progetto al quale stava lavorando. Se anche tu vuoi seguire il suo esempio, clicca qui.

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